Jethro Tull: la storia, i dischi e il flauto che ha cambiato il prog

Ian Anderson dei Jethro Tull suona il flauto traverso in equilibrio su una gamba sola durante un concerto

Recensione —

Nel 1989 i Jethro Tull vincono il primo Grammy per la migliore interpretazione hard rock o metal della storia del premio. Battono i Metallica, e la reazione del mondo metal è furibonda. È l’episodio con cui la band è entrata nel folklore, ed è anche il più fuorviante: i Jethro Tull non sono mai stati una band metal, ma per vent’anni sono stati una delle cose più difficili da classificare uscite dall’Inghilterra.

In breve: i Jethro Tull sono una band britannica nata a Blackpool nel 1967 attorno a Ian Anderson, voce, flauto e autore di quasi tutto il repertorio. Il nome viene da un agronomo inglese del Settecento, scelto da un’agenzia di concerti. I due dischi da cui partire sono Aqualung (1971), oltre sette milioni di copie, e Thick as a Brick (1972), un unico brano da quarantatré minuti. Il chitarrista storico è stato Martin Barre, in formazione dalla fine del 1968. Dal 2017 Anderson ha ripreso il nome della band e ha pubblicato The Zealot Gene (2022) e RökFlöte (2023).

Chi sono i Jethro Tull

I Jethro Tull nascono nel 1967 a Blackpool, nel Lancashire, dentro la scena blues britannica di quegli anni. Nel giro di un paio di dischi ne escono completamente: al blues sostituiscono il folk inglese, il rock duro e una scrittura che prende dal teatro e dalla letteratura.

SchedaJethro Tull
FormazioneBlackpool, Lancashire, 1967
LeaderIan Anderson (voce, flauto, chitarra acustica)
Chitarra storicaMartin Barre, dalla fine del 1968
Primo chitarristaMick Abrahams, fino al dicembre 1968
Disco più vendutoAqualung (1971), oltre 7 milioni di copie
Album più estremoThick as a Brick (1972), un brano unico da 43:46
Ultimi albumThe Zealot Gene (2022), RökFlöte (2023)

Blackpool 1967: il nome di un agronomo

Il nome non l’ha scelto la band. Nei primi mesi il gruppo cambiava nome quasi a ogni serata, perché i locali non li richiamavano mai due volte. A un certo punto qualcuno dell’agenzia che fissava i concerti propone Jethro Tull, nome di un agronomo inglese del Settecento, inventore della seminatrice meccanica. Quella fu la sera in cui li richiamarono.

Anderson ha detto più volte che, potendo tornare indietro, sceglierebbe qualcosa di meno storico. Ha ragione sul piano pratico: ancora oggi metà delle ricerche su quel nome finiscono sull’agronomo.

This Was, Mick Abrahams e l’arrivo di Martin Barre

L’esordio è This Was, del 1968, numero 10 in Inghilterra: un disco ancora molto blues, dove il peso della chitarra di Mick Abrahams è pari a quello del flauto di Anderson. I due però volevano direzioni diverse, e nel dicembre 1968 Abrahams se ne va a fondare i Blodwyn Pig.

Al suo posto, alla fine di quello stesso anno, arriva Martin Barre, che resterà il chitarrista della band per oltre quarant’anni. È con lui che i Jethro Tull diventano quello che conosciamo, e il disco successivo, Stand Up (1969), è l’unico loro album arrivato al numero uno in Inghilterra.

Aqualung, il disco che Anderson non voleva fosse un concept

Aqualung esce il 19 marzo 1971, registrato agli Island Studios di Basing Street a Londra fra la fine del 1970 e i primi mesi del 1971. Il personaggio del titolo nasce dalle fotografie che la moglie di Anderson aveva scattato ai senzatetto sulla banchina del Tamigi: uno di loro diventa il ritratto che apre il disco.

Il primo lato parla di emarginazione, il secondo di religione organizzata, con un tono che passa dall’introspezione all’irriverenza. Da lì in poi tutti hanno cominciato a chiamarlo concept album, e Anderson ha passato decenni a negarlo: per lui era semplicemente una raccolta di canzoni diverse fra loro. Il disco ha superato i sette milioni di copie, numero 4 in Inghilterra e numero 7 negli Stati Uniti, e l’assolo di Martin Barre sulla title track viene regolarmente messo fra i migliori mai incisi.

Thick as a Brick, lo scherzo più lungo del progressive

Stufo di sentirsi dare del concept-album-man, Anderson decide di rispondere nel modo più sproporzionato possibile: fare, come ha raccontato lui stesso, la madre di tutti i concept album. Thick as a Brick esce il 3 marzo 1972 ed è un unico brano continuo da 43 minuti e 46 secondi, spezzato in due solo perché il vinile ha due facciate.

I testi sono attribuiti a Gerald Bostock, bambino prodigio di otto anni che non è mai esistito. La copertina è un finto giornale locale di dodici pagine, The St. Cleve Chronicle and Linwell Advertiser, pieno di articoli e pubblicità che prendono in giro la stampa di provincia. Anderson ha raccontato che la copertina richiese più tempo della musica.

La parte divertente è come è finita: parecchi ascoltatori credettero davvero all’esistenza di Bostock, e il disco arrivò al numero uno negli Stati Uniti, in Australia e in Canada, il primo della band. Una presa in giro del genere, presa sul serio, è diventata uno dei titoli più citati del progressive.

Il flauto su una gamba sola

L’immagine che tutti hanno dei Jethro Tull è Ian Anderson in equilibrio su una gamba sola con il flauto in mano. Il flauto traverso in una band rock, nel 1968, era una scelta che non aveva precedenti utili: non c’era un modo codificato di suonarlo sopra una sezione ritmica, e Anderson se l’è inventato soffiando, cantando dentro lo strumento e trattandolo come una chitarra solista.

È la ragione per cui i Jethro Tull restano riconoscibili dopo tre secondi di ascolto, e anche quella per cui vengono presi meno sul serio di altri gruppi della stessa generazione. Uno strumento associato alla musica da camera, usato per fare riff, continua a sembrare uno scherzo anche quando non lo è.

Il Grammy del 1989 e i Metallica

Nel 1989 i Grammy introducono la categoria “Best Hard Rock/Metal Performance”. A vincerla sono i Jethro Tull con Crest of a Knave, davanti ai Metallica di …And Justice for All. La reazione fu furibonda: una band con il flauto che batte il metal nel suo primo anno di esistenza come categoria.

La storia finisce bene per tutti. I Metallica hanno vinto il premio l’anno successivo e nel 1992 ci hanno scherzato sopra pubblicamente. Resta il caso più citato di quanto quella categoria fosse mal definita fin dall’inizio.

Le canzoni dei Jethro Tull da ascoltare per prime

CanzoneAlbumPerché
AqualungAqualung (1971)Il riff e l’assolo che hanno definito la band
Locomotive BreathAqualung (1971)Il pezzo che chiude i concerti da cinquant’anni
Thick as a BrickThick as a Brick (1972)I primi minuti bastano a capire l’idea
BouréeStand Up (1969)Bach riletto in chiave jazz, il manifesto del flauto
Songs from the WoodSongs from the Wood (1977)La svolta folk inglese, più luminosa
Living in the PastSingolo, 1969Un successo da classifica scritto in cinque quarti

La discografia essenziale dei Jethro Tull

AlbumAnnoNota
This Was1968L’esordio blues con Mick Abrahams
Stand Up1969Il loro unico numero uno in Inghilterra
Aqualung1971Il disco più venduto, oltre 7 milioni di copie
Thick as a Brick1972Un unico brano, primo numero uno negli Stati Uniti
A Passion Play1973Stessa formula, secondo numero uno americano
Songs from the Wood1977La stagione folk
Crest of a Knave1987Il disco del Grammy contestato
The Zealot Gene2022Il ritorno dopo il recupero del nome
RökFlöte2023L’ultimo, costruito sugli dèi nordici

I Jethro Tull oggi e il concerto di Roma

Dal 2017 Ian Anderson ha ripreso a usare il nome Jethro Tull, dopo anni di dischi e tour a proprio nome. Da allora sono arrivati The Zealot Gene nel 2022 e RökFlöte nel 2023.

L’11 febbraio 2022 li ho visti all’Auditorium della Conciliazione di Roma, con Anderson unica presenza storica rimasta e una band che suonava con una precisione quasi cameristica. Il racconto di quella sera è sul blog: voce ormai più roca che nelle incisioni degli anni Settanta, flauto intatto, e un pubblico che applaudiva alla fine dei brani invece che a ogni assolo.

Jethro Tull in vinile: da dove cominciare

Si comincia da Aqualung, che è il disco più immediato e quello che contiene i due pezzi che tutti riconoscono. Il secondo è Thick as a Brick, ma va comprato nella versione con la copertina-giornale ripiegata, altrimenti perdi metà dell’opera. Il terzo, per chi vuole il lato folk, è Songs from the Wood.

Sulle copie: le prime stampe Chrysalis e Island di Thick as a Brick valgono soprattutto se il giornale è completo e integro, cosa non frequente. Per capire cosa guardare prima di pagare c’è la guida sui vinili da collezione. Per restare nello stesso decennio e nella stessa ambizione, sul blog c’è la recensione di Selling England by the Pound dei Genesis.

Domande frequenti sui Jethro Tull

Chi è il cantante dei Jethro Tull?

Ian Anderson, che della band è anche il flautista e l’autore di quasi tutto il repertorio. È l’unico membro presente senza interruzioni dal 1967 a oggi.

Perché si chiamano Jethro Tull?

Il nome fu proposto da qualcuno dell’agenzia che fissava i loro concerti e viene da Jethro Tull, agronomo inglese del Settecento, inventore della seminatrice meccanica. Ian Anderson ha detto più volte che oggi sceglierebbe un nome meno storico.

Qual è il disco migliore dei Jethro Tull?

Aqualung, del 1971: oltre sette milioni di copie, numero 4 in Inghilterra e numero 7 negli Stati Uniti. Chi cerca la cosa più ambiziosa che abbiano fatto va invece su Thick as a Brick del 1972.

Cos’è Thick as a Brick?

Un album del 1972 composto da un unico brano continuo di 43 minuti e 46 secondi, diviso in due solo dalle facciate del vinile. I testi sono attribuiti a Gerald Bostock, un bambino prodigio inventato, e la copertina è un finto giornale di provincia in dodici pagine.

È vero che i Jethro Tull hanno battuto i Metallica ai Grammy?

Sì. Nel 1989, nel primo anno della categoria Best Hard Rock/Metal Performance, vinsero con Crest of a Knave davanti a …And Justice for All dei Metallica. La decisione fu molto contestata; i Metallica vinsero l’anno successivo.

Chi era il chitarrista dei Jethro Tull?

Martin Barre, entrato alla fine del 1968 al posto di Mick Abrahams e rimasto per oltre quarant’anni. È suo l’assolo sulla title track di Aqualung.

I Jethro Tull esistono ancora?

Sì. Dal 2017 Ian Anderson ha ripreso il nome della band, che ha pubblicato The Zealot Gene nel 2022 e RökFlöte nel 2023 e continua a girare in tour.

I Jethro Tull sono una band progressive?

In parte. Nascono dal blues britannico, attraversano il progressive negli anni Settanta con Thick as a Brick e A Passion Play, e dalla fine del decennio si spostano verso il folk inglese. È il motivo per cui nessuna etichetta li descrive del tutto.

Rimetto sul piatto

Dei grandi gruppi inglesi degli anni Settanta i Jethro Tull sono quelli che hanno preso meno sul serio se stessi, e per questo li si cita meno quando si fanno le classifiche. Ma un disco che prende in giro il concept album e diventa il concept album più famoso di tutti resta una delle cose più intelligenti mai uscite da quella stagione.

Per vederli oggi c’è il concerto all’Auditorium della Conciliazione, per il contesto c’è la storia del rock dalle origini a oggi. Se hai una prima stampa di Thick as a Brick con il giornale intatto, fammelo sapere.

Foto di copertina: Ian Anderson dei Jethro Tull in concerto a Nicosia, Cipro, 9 marzo 2011, Dreamstime.com, uso editoriale. Fonti: Wikipedia, Jethro Tull, Wikipedia, Aqualung, Wikipedia, Thick as a Brick. Dati di ricerca: Ubersuggest, Italia, ottobre 2026.

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