Prima Fila —
Il 10 luglio 2024, per Rock in Roma, i Deep Purple sono saliti sul palco della Cavea dell’Auditorium Parco della Musica. Una band che ha contribuito a inventare l’hard rock a fine anni ’60 e che, oltre mezzo secolo dopo, continua a girare il mondo senza bisogno di presentarsi come reunion o come operazione nostalgia.
C’è sempre il rischio, per una band con un riff identificativo come “Smoke on the Water” alle spalle, di ridursi a un unico momento della serata verso cui tutto converge. I Deep Purple evitano questa trappola costruendo uno show che pesca da un catalogo più ampio di quanto la fama radiofonica lasci intuire, tra organo Hammond in primo piano e code strumentali che lasciano spazio all’improvvisazione. Quello che colpisce, vedendoli dal vivo nel 2024, è l’assenza totale di ansia da prestazione: nessuno sul palco cerca di convincere il pubblico di essere ancora quello di cinquant’anni fa, e proprio per questo il concerto funziona.
Un concerto onesto, senza fronzoli, portato avanti da musicisti che conoscono il proprio mestiere meglio di chiunque altro sulla piazza. Basta e avanza vedere dal vivo una delle band che la storia dell’hard rock l’ha scritta davvero. Se sei stato a questo concerto, o a un’altra data italiana dei Deep Purple, puoi scrivermi qui.
Foto di copertina: Birgit Fostervold, licenza CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons. Scattata al Notodden Blues Festival nell’agosto 2024, durante lo stesso tour estivo della data romana.

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