Gli Helloween hanno una canzone che si chiama Halloween, ed è un disco intero

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Recensione —

Il 23 maggio 1987 gli Helloween pubblicano Keeper of the Seven Keys: Part I, registrato agli Horus Sound Studio di Hannover. Il disco dura poco più di trentasei minuti in otto tracce, e la settima si chiama, senza alcun gioco di parole da parte mia, Halloween. Dura tredici minuti e diciotto secondi, da sola quasi un terzo dell’intero album. Ad Halloween ascolto gli Helloween: lo so, è la battuta più facile del mondo, ma qui per una volta è pure vera.

In breve: Keeper of the Seven Keys: Part I è il disco che ha codificato il power metal europeo, con Michael Kiske al debutto alla voce e Kai Hansen ancora alla chitarra prima di lasciare la band. Il suo pezzo più ambizioso si intitola letteralmente Halloween, tredici minuti che passano dal galoppo speed metal a episodi quasi sinfonici.

Il contesto: da Walls of Jericho a una voce nuova

Fino al 1986 gli Helloween erano una band speed/thrash con Kai Hansen alla voce oltre che alla chitarra, autori dell’esordio Walls of Jericho, disco veloce e ruvido ma ancora acerbo. Nel tour precedente Hansen aveva faticato a cantare e suonare insieme, e per Keeper of the Seven Keys: Part I la band cambia tutto: il microfono passa a Michael Kiske, diciannovenne con un’estensione vocale che sposta subito il suono altrove, più melodico e più epico. Accanto a Kiske restano Hansen e Michael Weikath alle chitarre, Markus Grosskopf al basso e Ingo Schwichtenberg alla batteria: la formazione che i fan del power metal considerano ancora oggi quella definitiva.

Dentro il disco, e dentro Halloween

Il disco si apre con la brevissima Initiation e prosegue con I’m Alive e A Little Time, due brani che mostrano subito la differenza rispetto a Walls of Jericho: più aria, più melodia, un cantato che vola invece di spingere. Twilight of the Gods e A Tale That Wasn’t Right alzano il tasso epico, in attesa del pezzo che dà il nome a mezza tradizione del genere.

Halloween è costruita come una suite in più sezioni: parte da un riff diretto quasi speed metal, attraversa cambi di tempo e un interludio quasi sinfonico, e torna al galoppo iniziale per il gran finale. In tredici minuti e diciotto secondi il pezzo tiene insieme velocità e teatro, ed è ancora oggi uno dei classici che chiunque ami il metal riconosce dalle prime note. Chiude il disco Follow the Sign, poco meno di due minuti che fanno da coda quasi liturgica a tutto quello che è venuto prima.

Halloween, tutti i tredici minuti, dal canale ufficiale degli Helloween.

Il seguito e l’addio di Hansen

Un anno dopo, il 29 agosto 1988, arriva Keeper of the Seven Keys: Part II, con la stessa formazione e due dei brani più noti dell’intera discografia della band, Eagle Fly Free e I Want Out. Proprio I Want Out, uscita come singolo il 31 ottobre 1988, fu letta da molti come un presagio, anche se Hansen ha sempre negato: pochi mesi dopo lascia davvero gli Helloween e fonda i Gamma Ray, portandosi dietro parte dell’anima più speed del suono della band. Part II merita un pezzo a parte, ma raccontare Part I senza dire dove porta sarebbe impossibile.

Scheda del disco

Artista: Helloween
Titolo: Keeper of the Seven Keys: Part I
Anno: 1987
Etichetta: Noise Records
Produttori: Tommy Newton, Tommy Hansen
Tracklist: Initiation, I’m Alive, A Little Time, Twilight of the Gods, A Tale That Wasn’t Right, Future World, Halloween, Follow the Sign
Formazione: Michael Kiske (voce), Kai Hansen e Michael Weikath (chitarre), Markus Grosskopf (basso), Ingo Schwichtenberg (batteria)

Keeper of the Seven Keys: Part I su Spotify, nell’edizione expanded.

Domande frequenti su Helloween e Keeper of the Seven Keys

Gli Helloween hanno davvero una canzone che si chiama Halloween?

Sì, si intitola proprio Halloween, dura 13:18 minuti ed è il settimo brano di Keeper of the Seven Keys: Part I (1987).

Che differenza c’è tra Keeper of the Seven Keys Part I e Part II?

Part I (1987) segna il debutto di Michael Kiske alla voce e contiene il brano Halloween. Part II (1988) è il seguito diretto, con la stessa formazione, e contiene Eagle Fly Free e I Want Out.

Chi cantava negli Helloween nel 1987?

Michael Kiske, al suo primo disco con la band dopo che Kai Hansen aveva lasciato il ruolo di voce per concentrarsi sulla chitarra.

Quando Kai Hansen ha lasciato gli Helloween?

Pochi mesi dopo l’uscita di Keeper of the Seven Keys: Part II, tra la fine del 1988 e l’inizio del 1989, per fondare i Gamma Ray. È tornato negli Helloween nel 2016 con la reunion Pumpkins United.

Rimetto sul piatto

Rimetto sul piatto Halloween, tutti e tredici i minuti, e mi chiedo ancora come abbiano fatto a starci dentro così tante idee senza che il pezzo si sfaldi. Se cerchi un altro disco della stessa scuola metal europea da riascoltare in questi giorni, sul blog trovi anche la recensione di Ace of Spades dei Motorhead, un’altra scuola di velocità, diversa ma parente. Se questo disco ti ha accompagnato negli anni, o se ci arrivi solo ora per il titolo del settimo brano, fammelo sapere nei commenti.

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