Kasabian alle Capannelle: la festa indie-rock di Rock in Roma

I Kasabian sul palco con le chitarre durante un concerto all'aperto

Prima Fila —

Il 21 luglio 2017, il giorno dopo i Red Hot Chili Peppers, sul prato dell’Ippodromo delle Capannelle è toccato ai Kasabian. Per Rock in Roma la band di Leicester portava il tour di For Crying Out Loud, l’album uscito quella primavera, e per me è stato uno dei concerti più fisici tra quelli visti in quell’ippodromo.

In breve: diciannove brani tra inni da stadio e passaggi elettronici, un ingresso sulle note di Nessun Dorma e un omaggio a Domenico Modugno. Tom Meighan, allora ancora voce del gruppo, e Serge Pizzorno hanno tenuto il prato in movimento dall’inizio alla fine, con Fire a chiudere la serata.

Un’apertura all’italiana

I Kasabian sono entrati in scena sulle note registrate di Nessun Dorma, e subito dopo è partita Ill Ray (The King). Il secondo regalo al pubblico romano è arrivato più avanti: Days Are Forgotten introdotta da un frammento di Nel blu dipinto di blu di Modugno. In eez-eh, invece, spuntava un pezzo di Around the World dei Daft Punk, un indizio di quanto la band guardi anche alla pista da ballo.

Meighan e Pizzorno, due metà dello stesso palco

Tom Meighan, allora ancora frontman, ha tenuto il palco con quell’energia un po’ sopra le righe che ha sempre definito i Kasabian dal vivo, passando da momenti da raduno da stadio a passaggi più psichedelici, con un debito dichiarato verso il suono di Manchester di fine anni Ottanta e verso il rock elettronico. Serge Pizzorno, l’altra metà creativa della band, gestiva chitarre ed elettronica con la stessa disinvoltura, muovendosi come se dirigesse tutto da un angolo.

Tra inno da stadio e rave

Dal vivo i Kasabian riescono a far convivere brani costruiti come inni da stadio, tipo Club Foot e Underdog, con episodi più sperimentali, e il passaggio dall’uno all’altro non sembra mai forzato. Il prato, pieno, rispondeva a ogni cambio di ritmo. Nei momenti più elettronici, tra luci stroboscopiche e basso in primo piano, l’atmosfera era più da rave che da concerto rock.

Il bis è partito con una Goodbye Kiss acustica e si è chiuso con Fire, la canzone che in quegli anni qui da noi girava ovunque, con il pubblico a saltare fino all’ultima nota.

Rock in Roma, in quegli anni, portava alle Capannelle cartelloni capaci di mettere in fila in pochi giorni artisti molto diversi. Quella settimana era la prova: il giorno prima lo stesso prato si era riempito per i Red Hot Chili Peppers. Chi ama il rock inglese più elegante trova sul blog anche il racconto del concerto dei Franz Ferdinand alla Cavea, un’altra band britannica capace di far ballare senza perdere identità.

Domande frequenti sul concerto

Quando hanno suonato i Kasabian alle Capannelle?

Il 21 luglio 2017, all’Ippodromo delle Capannelle di Roma, per Rock in Roma, nel tour dell’album For Crying Out Loud.

Con che canzone hanno aperto e chiuso?

Sono entrati sulle note registrate di Nessun Dorma e hanno aperto con Ill Ray (The King). Il concerto si è chiuso con Fire, ultimo brano del bis.

Chi cantava nei Kasabian nel 2017?

Tom Meighan, che ha lasciato la band nel 2020. Serge Pizzorno, chitarrista e autore, ne ha poi preso il posto alla voce.

Hai visto i Kasabian dal vivo, alle Capannelle o altrove? Scrivimi, mi interessa sapere come reggono live i brani più recenti rispetto ai classici del loro repertorio.

Foto di copertina: JoeJoeJoe93, licenza CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons. Scattata al Rock am Ring nel giugno 2014, con la formazione che nel 2017 suonava alle Capannelle.

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