Them Crooked Vultures (2009): il supergruppo a sorpresa

Copertina dell'album omonimo dei Them Crooked Vultures (2009)

Recensione —

Nel 2009 tre mostri sacri del rock si sono ritrovati nello stesso studio, e il risultato è stato Them Crooked Vultures. Dave Grohl (Nirvana, Foo Fighters) di nuovo alla batteria, Josh Homme (Queens of the Stone Age) alla voce e alla chitarra, e John Paul Jones (Led Zeppelin) al basso e alle tastiere: un supergruppo capace di un disco compatto, sporco e potente come pochi altri usciti in quegli anni.

Indice

Tracklist

Lato A

  • No One Loves Me & Neither Do I
  • Mind Eraser No Chaser
  • New Fang
  • Dead End Friends

Lato B

  • Elephants
  • Scumbag Blues
  • Bandoliers

Lato C

  • Reptiles
  • Interlude with Ludes
  • Warsaw or the First Breath You Take After You Give Up

Lato D

  • Caligulove
  • Gunman
  • Spinning in Daffodils

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Il contesto e la genesi del progetto

In realtà l’idea di Them Crooked Vultures risale a ben prima del 2009. Già nel 2005 Dave Grohl aveva dichiarato alla rivista Mojo di voler mettere in piedi un progetto con Josh Homme alla chitarra e John Paul Jones al basso, raccontando di aver trovato in Homme una connessione musicale che non provava con nessun altro. Mancava solo la disponibilità di Jones che, dopo il tentativo fallito di far ripartire i Led Zeppelin nel post-reunion, era, nelle sue stesse parole, «nel mood giusto per tornare a suonare e registrare».

Per Jones, reduce da anni di scarsa visibilità discografica dopo lo scioglimento degli Zeppelin, fu l’occasione giusta per tornare al centro della scena, mettendo la sua versatilità strumentale al servizio di un rock nuovo e sporco.

La produzione e le session in studio

Le registrazioni si sono svolte tra gennaio e agosto 2009, tra il Pink Duck Studios e il Chalice Studios in California: il trio ha curato la produzione in prima persona, affidando poi il mixing ad Alan Moulder e il mastering a Brian Gardner. Il disco è arrivato nei negozi il 13 novembre 2009 per Interscope/DGC/RCA.

Grohl e Homme partivano da approcci compositivi opposti, e a fare da mediatore tra le due visioni fu, per stessa ammissione del batterista, John Paul Jones, un ruolo per cui il bassista era «famoso» negli ambienti musicali. Homme, dal canto suo, non ha mai fatto mistero della filosofia dietro al suono grezzo dell’album: «Il rock and roll suona bene solo quando è magro, affamato e ti vuole afferrare».

Dentro l’album: le tracce principali

Il disco si compone di 13 tracce per oltre 66 minuti di musica e si apre con «No One Loves Me & Neither Do I», un manifesto di groove sporco e chitarre taglienti che chiarisce fin da subito l’identità sonora del trio.

«Dead End Friends» e «New Fang»

«Dead End Friends» e «New Fang» sono i due singoli estratti dall’album, e in poco più di tre minuti riescono a condensare l’energia desert rock di Homme e la potenza ritmica di Grohl, senza rinunciare a una scrittura melodica sorprendentemente accessibile per un progetto così sperimentale.

I brani-fiume: «Warsaw» e «Spinning in Daffodils»

Dall’altra parte ci sono i due brani-fiume, «Warsaw or the First Breath You Take After You Give Up» (quasi 8 minuti) e la conclusiva «Spinning in Daffodils», dove il trio si lascia andare a digressioni strumentali degne dei Led Zeppelin più progressivi, con John Paul Jones libero di spaziare tra basso, clavinet, optigan e mandolino.

Lo stile musicale

Musicalmente, Them Crooked Vultures è un crocevia tra i groove pesanti e blues dei Led Zeppelin, la furia desert rock dei Queens of the Stone Age e la solidità ritmica da arena rock di Grohl. Più che una somma dei tre background, ne esce qualcosa di più sporco, imprevedibile e viscerale, con arrangiamenti che lasciano ampio spazio all’improvvisazione e a strutture di canzone poco convenzionali.

Accoglienza critica e classifiche

L’album ha debuttato alla #12 della Billboard 200, con circa 70.000 copie vendute nella prima settimana negli Stati Uniti, oltre a un #4 in Australia e un #13 nel Regno Unito. Su Metacritic ha ottenuto un solido 75/100: il Chicago Tribune gli ha dato 3,5 stelle su 4, parlando di «nasty riffs and sticky melodies everywhere», mentre la BBC lo ha definito «un vero album rock, ben consapevole delle proprie radici».

Perché ascoltare ancora oggi Them Crooked Vultures

Non c’è stato un seguito, né una reunion: resta soltanto quell’unico album, a ricordare quanto in alto possa volare il rock quando le personalità giuste si incontrano nel momento giusto. A più di quindici anni dall’uscita, Them Crooked Vultures è ancora un disco cult, citato spesso tra i migliori album rock degli anni Duemila proprio per la sua irripetibilità, un episodio che nessuno ha più provato a replicare.

Se questo genere di incontri tra grandi personalità del rock ti appassiona, dai un’occhiata anche alla recensione di Lust for Life di Iggy Pop, un altro capolavoro nato da una collaborazione fuori dal comune.

Domande frequenti

Chi fa parte dei Them Crooked Vultures?

Il trio è formato da Josh Homme (Queens of the Stone Age) alla voce e chitarra, Dave Grohl (Foo Fighters, Nirvana) alla batteria e John Paul Jones (Led Zeppelin) al basso e alle tastiere.

Quando è uscito l’album Them Crooked Vultures?

L’album, omonimo, è uscito il 13 novembre 2009 per Interscope/DGC/RCA.

Ci sarà un secondo album dei Them Crooked Vultures?

A oggi no: nonostante voci ricorrenti nel corso degli anni e un tour di supporto, il trio non ha mai pubblicato un secondo disco, e questo debutto resta un episodio unico nella storia del rock.

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