Prima Fila —
Il 14 luglio 2018 Roger Waters ha portato il suo Us + Them Tour al Circo Massimo di Roma. Chi si aspettava un normale concerto rock si è trovato davanti una produzione teatrale su scala monumentale, costruita attorno ai temi che hanno sempre ossessionato l’ex bassista dei Pink Floyd: il potere, il conflitto, la propaganda, la sorveglianza.
Non serve rifare The Wall mattone per mattone per capire quanto Waters resti legato a quell’immaginario: proiezioni enormi, simboli politici, un impianto scenico pensato per travolgere più che per accompagnare. Al Circo Massimo, con lo spazio di un’arena a cielo aperto tra le rovine romane, questo approccio trova la cornice ideale: lo spettacolo diventa fisicamente più grande del pubblico che lo guarda. Waters non ha mai fatto mistero delle proprie posizioni politiche, e le porta sul palco senza troppi filtri, con proiezioni e slogan che dividono il pubblico quanto la musica lo unisce: è un manifesto, cantato e proiettato, che pretende una reazione invece di limitarsi a intrattenere.
Si esce dal Circo Massimo con la sensazione di aver assistito a qualcosa di più vicino al teatro civile che a un concerto rock in senso stretto. È uno spettacolo che può infastidire, ma difficilmente lascia indifferenti. Se sei stato a questa data, o a un’altra tappa italiana di Waters, fammelo sapere scrivendomi qui.

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