AC/DC a Imola: il rock and roll che non si ferma

Brian Johnson, Angus Young in divisa scolastica e il resto degli AC/DC sul palco del Rock or Bust World Tour 2015

Prima Fila —

Il 9 luglio 2015 l’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola si è trasformato per una sera in una delle piazze rock più rumorose d’Europa: gli AC/DC portavano in Italia il Rock or Bust World Tour. Ero tra le decine di migliaia di persone arrivate da tutto il Paese, molte con la maglietta nera e il fulmine sul petto, per un concerto che sapeva di evento prima ancora di cominciare.

In breve: venti brani, dall’apertura con Rock or Bust alla chiusura con i cannoni di For Those About to Rock. Era il primo tour senza Malcolm Young, sostituito dal nipote Stevie, e uno degli ultimi con Brian Johnson alla voce prima dello stop del 2016. Una macchina da rock and roll che non ha sbagliato un colpo.

Il primo tour senza Malcolm Young

Alla chitarra ritmica, per la prima volta, non c’era Malcolm Young, fermato dalla malattia e sostituito dal nipote Stevie Young. Dal vivo, però, la macchina AC/DC ha funzionato con la precisione di sempre. Brian Johnson aveva ancora la voce integra, prima dei problemi di udito che l’anno dopo lo avrebbero costretto a fermarsi, e Angus Young ha attraversato il palco con l’energia di un ventenne, divisa da scolaro e assoli infiniti compresi. Ad aprire la serata c’erano i Vintage Trouble.

Una scaletta senza sorprese, per scelta

La scaletta ha toccato tutti i punti che ci si aspetta da un concerto degli AC/DC: Back in Black, Thunderstruck, Hells Bells, You Shook Me All Night Long, Whole Lotta Rosie. Su Let There Be Rock Angus si è preso il suo assolo su una pedana in mezzo al pubblico, poi il bis con Highway to Hell e la chiusura con i cannoni di For Those About to Rock.

Un concerto degli AC/DC si distingue proprio per l’assenza quasi totale di sperimentazione. Sanno cosa il pubblico si aspetta e lo confezionano con un mestiere impeccabile, senza inseguire mode che li snaturerebbero. All’autodromo, con il rombo dei motori sostituito per una sera da quello delle chitarre, quella formula ha funzionato ancora una volta.

Il rito collettivo

Il pubblico ha fatto la sua parte. Cantare in coro ogni ritornello di Highway to Hell con decine di migliaia di persone attorno è un’esperienza che resta, per quante volte tu abbia già sentito il disco in cuffia. Nell’hard rock di questa scuola la ripetizione non stanca: diventa parte del rito, e gli AC/DC lo sanno meglio di chiunque.

Per tornare alle origini di quel suono c’è la recensione di For Those About to Rock, il disco del 1981 che ha regalato alla band l’inno con cui chiude ancora i concerti. Ascoltarlo prima di vederli dal vivo aiuta a capire quanto poco sia cambiato il loro modo di intendere il rock and roll in oltre quarant’anni.

Domande frequenti sul concerto

Quando hanno suonato gli AC/DC a Imola?

Il 9 luglio 2015, all’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari, durante il Rock or Bust World Tour. In apertura suonavano i Vintage Trouble.

Chi suonava negli AC/DC nel 2015?

Brian Johnson alla voce, Angus Young alla chitarra solista, Stevie Young alla chitarra ritmica al posto dello zio Malcolm, Cliff Williams al basso e Chris Slade alla batteria.

Con che canzone si è chiuso il concerto?

Con For Those About to Rock (We Salute You), accompagnata dai colpi di cannone, dopo Highway to Hell.

Hai visto gli AC/DC in una delle loro tappe italiane, a Imola o altrove? Scrivimi e raccontami la tua esperienza, mi interessa sapere come cambia l’atmosfera tra un autodromo e uno stadio.

Foto di copertina: Teodoromix, licenza CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons. Scattata allo Stadio Olimpico Lluís Companys di Barcellona il 29 maggio 2015, stesso tour della data di Imola.

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