Canzoni horror per Halloween: 11 brani rock e metal che fanno paura davvero

Mano dipinta di rosso con unghie nere che fa il gesto delle corna del metal su sfondo viola scuro

Guide —

Il 20 ottobre 1962 la canzone più venduta d’America era stata incisa in meno di un’ora da un attore che imitava Boris Karloff. Si chiamava “Monster Mash” e parlava di un mostro che inventa un ballo. Da lì in avanti ogni 31 ottobre qualcuno ha provato a mettere in musica la stessa cosa: la paura, ma da ballare, da urlare o da ascoltare al buio con la luce spenta.

In breve: queste sono 11 canzoni horror scelte dal rock e dal metal, in ordine cronologico dal 1956 al 1998. Ognuna ha una storia verificabile: una campana fusa in una fonderia, un singolo stampato in 5.000 copie, un tema scritto in due ore. Non ci sono le filastrocche per la festa dei bambini. È la lista per chi ad Halloween vuole il buio e ha un giradischi a portata di mano.

I pionieri

Screamin’ Jay Hawkins, “I Put a Spell on You” (1956)

Doveva essere una ballata blues elegante, una canzone d’amore. Il produttore Arnold Maxin, il 12 settembre 1956, fece bere i musicisti durante la sessione, portando anche costine e pollo, e il risultato fu un urlo. Hawkins ha detto di non ricordare nemmeno di averla incisa. La versione registrata vendette oltre un milione di copie senza entrare nelle classifiche Billboard, e la maggior parte delle radio la bandì per il suo stile giudicato “cannibalico”.

Il resto lo fece il palco. Alan Freed gli suggerì un’immagine teatrale: mantello lungo ed entrata da una bara tra fumo e nebbia. Quello spettacolo è considerato tra i primi esempi di shock rock.

Bobby “Boris” Pickett, “Monster Mash” (1962)

Pickett imitava la voce di Karloff nei concorsi di talento. Con Leonard Capizzi scrisse una canzone comica e la incise con una band chiamata The Crypt-Kickers. Un produttore la propose a quattro etichette e tutte la rifiutarono. Fu una stazione radio a trasmetterla, e il 20 ottobre 1962 era al primo posto della Billboard Hot 100, dove restò per le ultime due settimane del mese. La BBC la vietò perché “too morbid”, troppo macabra. Rientrò in classifica nel 1970 e nel 1973: ad Halloween, evidentemente, la gente se la ricorda.

Gli anni Settanta

Black Sabbath, “Black Sabbath” (1970)

L’album d’esordio uscì il 13 febbraio 1970 nel Regno Unito. Il brano che gli dà il titolo dura 6:20 e si regge su un tritono suonato lentamente, l’intervallo noto come “diavolo in musica”. Geezer Butler racconta che il riff si ispira a “Mars, the Bringer of War” di Holst; i versi nascono da una figura in nero che dice di aver visto dopo un incubo. All’inizio ci sono pioggia, tuono e campane aggiunti in studio.

Il nome della band viene da un film horror italiano del 1963 intitolato proprio Black Sabbath. L’album, a parte due brani, fu registrato in una sola sessione di 12 ore il 17 novembre 1969. Come si sono congedati dal palco lo racconta il pezzo sull’ultimo concerto dei Black Sabbath.

Goblin, “Profondo rosso” (1975)

Dario Argento aveva affidato la musica del film a Giorgio Gaslini, ma ne scartò gran parte: cercava un rock più aggressivo. Il produttore Carlo Bixio propose i Goblin, il cui primo album non era ancora uscito. Il tema fu composto in circa due ore: Fabio Pignatelli propose un riff di chitarra acustica ispirato a “My God” dei Jethro Tull, Massimo Morante lo ristrutturò in 7/4 e 8/4, Walter Martino scrisse una melodia in 3/4 al Minimoog e Claudio Simonetti aggiunse le tastiere e il finale all’organo a canne. Il 21 febbraio 1975 fu registrato come un loop di circa sette minuti.

Il disco uscì per Cinevox nel 1975, in concomitanza con l’uscita del film.

Il buio degli anni Ottanta

Bauhaus, “Bela Lugosi’s Dead” (1979)

Nove minuti e 36 secondi, registrati dal vivo in studio in una sola take il 26 gennaio 1979 ai Beck Studios di Wellingborough, in una sessione di sei ore. Il titolo omaggia l’interprete di Dracula nel film del 1931, morto nel 1956 a 73 anni. Uscì nell’agosto 1979 per la Small Wonder ed è spesso considerato il primo disco del gothic rock. Nel 1983 la band lo suonò sui titoli di testa del film The Hunger. Se vi piace il lato più freddo del genere, il percorso è quello del post punk di Manchester e Leeds.

AC/DC, “Hells Bells” (1980)

Il singolo uscì il 31 ottobre 1980, quindi tecnicamente è un brano di Halloween. Si apre con il rintocco lento di una campana in bronzo da circa 900 chili (2.000 libbre), fusa dalla John Taylor & Co a Loughborough. Il suono fu registrato dentro la fonderia da Tony Platt, con lo studio mobile di Ronnie Lane, dopo la fine delle sessioni alle Bahamas. Dura 5:12 e la voce è di Brian Johnson, al primo disco dopo la morte di Bon Scott. Per il resto della band c’è la storia degli AC/DC.

Misfits, “Halloween” (1981)

Un 7 pollici stampato il 31 ottobre 1981 in 5.000 copie per la Plan 9, l’etichetta fondata da Glenn Danzig. Il lato A dura 1:53 ed è horror punk senza fronzoli; il lato B, “Halloween II”, dura 2:13 ed è cantato in latino tra esorcismi, streghe e licantropi. Non finì in un album: arrivò sulle compilation solo anni dopo, con Legacy of Brutality nel 1985. Per chi colleziona vinili è il tipo di oggetto che spiega perché esistono le guide ai vinili da collezione.

Iron Maiden, “The Number of the Beast” (1982)

Steve Harris l’ha raccontata così: l’incubo arrivò dopo aver visto di notte Damien: Omen II, e anche il poema “Tam o’ Shanter” di Robert Burns ebbe il suo peso. Il brano si apre con un parlato di Barry Clayton che cita l’Apocalisse (12:12 e 13:18). La voce è di Bruce Dickinson e la versione originale su 7 pollici dura 4:49. Fu il secondo singolo estratto dall’album.

Michael Jackson, il video di “Thriller” (1983)

Il 2 dicembre 1983 il cortometraggio debuttò su MTV insieme al documentario sulla sua realizzazione. Dura 14 minuti, lo ha diretto John Landis (Jackson lo scelse dopo aver visto Un lupo mannaro americano a Londra) e la voce narrante è di Vincent Price. Landis ha dichiarato che il costo finale fu di 500.000 dollari, circa dieci volte la media dei video dell’epoca. Il disco, e perché funziona anche senza i morti viventi, lo trovate nella recensione di Thriller.

Dal power metal agli anni Novanta

Helloween, “Halloween” (1987)

Il gioco di parole è facile e dichiarato: una band che si chiama Helloween e una canzone che si chiama Halloween. Sta su Keeper of the Seven Keys: Part I, uscito nel marzo 1987, il primo con Michael Kiske alla voce. Dura 13 minuti e 18 secondi, ed è la traccia più lunga del disco; per il video ne furono tagliati otto, e la versione da 5:02 sta tra le bonus dell’edizione espansa. Ne ho scritto nella recensione dei Keeper of the Seven Keys.

Rob Zombie, “Dragula” (1998)

Primo singolo di Hellbilly Deluxe, uscito nell’agosto 1998 per la Geffen. Il titolo viene da DRAG-U-LA, il dragster del nonno nella sitcom The Munsters, come Zombie ha confermato a Billboard. La frase iniziale, “superstition, fear and jealousy”, è campionata dal film The City of the Dead (1960) e la dice Christopher Lee. Arrivò sesto nella classifica americana Mainstream Rock, 44° nel Regno Unito dove è disco d’oro, e il remix “Hot Rod Herman” finì nella colonna sonora di Matrix nel 1999.

Come costruire la playlist

Funziona meglio con un ordine che sale. Si parte con le canzoni che sembrano uno scherzo (“Monster Mash”, “Halloween” dei Misfits) mentre arrivano gli ospiti, si passa a Sabbath e Goblin quando la stanza si abbassa di voce, e si lascia “Hells Bells” per la mezzanotte. “Bela Lugosi’s Dead” dura quasi dieci minuti: va messa quando nessuno deve alzarsi per cambiare disco.

Domande frequenti

Quali sono le canzoni horror più famose?

Tra le più citate ci sono “Monster Mash” (1962), “Black Sabbath” (1970), “Thriller” di Michael Jackson nella versione del video (1983) e “Dragula” di Rob Zombie (1998). Il rock e il metal ne hanno fatto un genere con regole proprie.

Che musica si mette ad Halloween per adulti?

Funzionano i brani con un’atmosfera cupa e una storia riconoscibile: gothic rock come i Bauhaus, il rock dei Black Sabbath e il metal di Iron Maiden o Helloween. La lista qui sopra è pensata per questo.

Qual è la canzone più horror degli anni Settanta?

Dipende da cosa si cerca: “Black Sabbath” dei Black Sabbath per il metal e il tema di Profondo rosso dei Goblin per la colonna sonora italiana. Escono entrambe da quel decennio.

C’è una canzone uscita proprio il 31 ottobre?

Sì, due: “Hells Bells” degli AC/DC (31 ottobre 1980) e il singolo “Halloween” dei Misfits (31 ottobre 1981).

Rimetto sul piatto

Il 31 ottobre di solito ci metto una sola cosa: “Hells Bells”, a volume troppo alto per il condominio. Se ne avete una vostra da aggiungere, il modo migliore per cercarla è partire dalla storia del rock e vedere dove si nasconde il buio.

Fonti e crediti

Foto di apertura: Elisanth, © Elisanth, Dreamstime, archivio, ID 51345089, uso su licenza.

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